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Moon, spero che questo piccolo dono ti aiuti a volare in alto, oltre ogni luogo oscuro ed al di sopra di chiunque non meriti il tuo affetto...
Vi0la
postato da goodnightmoon88 alle ore 22:55
20/05/2008
Sorpresa pre-elettorale...
Bussano alla porta. Bussano sempre più forte. La porta è chiusa a chiave. La maniglia si abbassa e si alza sempre più veloce. Sono in dormiveglia, una striscia di luce polverosa illumina il Pc acceso.
“Vale apri ! Da quando ti chiudi a chiave?”. La voce di mia madre, stranamente pacata, mi sorprende. Credevo stesse per abbattere la porta. “Sono a letto, un attimo, ho studiato fino a tardi”, mento.
Mi alzo e mi accorgo che mi sono buttata sotto le lenzuola vestita. Corro a chiudere il blog e ad aprirle. Ha nello sguardo una soddisfazione che luccica. Avrà vinto al Casinò. Un metro e settantacinque d’autorità questa mattina è molto tranquilla e mi regala un sorriso di luce. Mi dice che è ora di colazione e che c’è una sorpresa per me, di sotto.
Nella sua euforia, non s’accorge che sono vestita in modo stravagante e non in vestaglia e che il mio volto non è struccato. Mi dà una carezza sulla testa come al suo cagnolino e s’allontana in una nuvola di Lancome Tresor, sussurrando fai presto.
Tempo dieci minuti e sono a tavola sotto la veranda in giardino.
Non è tardi. Sono appena le otto e trenta del mattino ed è domenica. Indosso un vestito a fiori lungo e ballerine ai piedi, i capelli lisci pettinati in fretta sono raccolti sulla nuca in uno chignon improvvisato e non ho il trucco. Magra e smunta come uno zombie mi siedo a tavola. Il posto di mio padre è stato preparato, ma lui non c’è.
M’illumino dentro e aspetto che compaia. Mia madre sfoglia le Monde, fa scivolare gli occhiali da vista sul naso, spalanca gli occhi, sillaba le blog pro anorexie, si alza e va a telefonare vicino a un cespuglio di rododendri. Una conversazione rapida e concisa in francese e chiude in fretta. Torna a tavola e mi osserva, ma non sorride più. Mi osserva in continuazione. Il giornale è sparito.
[Continua]
postato da goodnightmoon88 alle ore 17:43
18/05/2008
Masticato e vomitato nel Web… questa è la tua fine. firmato LadyValeAna
Stiamo tornando alla villa. Ho la pancia gonfia, il ventre dilatato. Non ce la faccio. Gli dico accosta. Lui si ferma in una piazzola, appena in tempo. Una chiazza liquida amaranto, bianca e verde scorre sull’asfalto e forma un lago con al centro una fragola che a me sembra un’isola vergine. È una fragola sezionata e perfetta. Più la osservo, più mi ricorda l’isola Comacina e l’infanzia. Stavo da queste parti, in una casa liberty con le scale in pietra, facciate decorate con scritte latine e balconi con vista su Punta Balbianello. Stavo con mia zia e avevo quattro anni. Ricordo che, per farmi mangiare un uovo sodo, lo divideva a metà, versava olio e aceto nel piatto e giocavamo ad affondare l’isola che non c’è. Quasi sempre tuorlo e albume scomparivano nel mio stomaco e non tornavano più su. Mi piaceva quel gioco. Nessuno più l’ha fatto con me.
Salgo in macchina con gli occhi arrossati, il viso bagnato di lacrime per lo sforzo. Le mani frugano in tasca e stringono un crocefisso in madreperla che da qualche mese ho la fissa di portare con me. Le dita toccano la croce del Cristo in miniatura. Lo accarezzano, quasi lo stritolano. Lui non m’abbandonerà.
Roby non mi guarda. Aspetta che chiuda la portiera e - con una sola frase:”Vale, non ne posso più, è finita” - inverte la marcia e mi scarica sotto il portone di casa, senza più una parola.
Mi tocco il naso e solo allora m’accorgo che il mio piercing è sparito. Solo allora capisco cosa brillava tanto nella pozza che ho lasciato sulla strada.
Sono ore che questa storia gira in rete, mentre musica classica e sound stridente impazzano disarmonici. Il corpo straziato di Roby, masticato e vomitato, galleggia nello spazio catrame del web in piccole scie luminose che muoiono precipitando fino all’alba.
E cosa resta di questi giochi
in cui ho perso il mio essere bambina, quando le illusioni avevano il sapore
di fragole appena colte
e l'azzurro del cielo pulsava
come un cuore vergine
non ancora deflorato da asfittiche paure?
Ho già mandato alla deriva
il vagito della mia anima
verso seni d'arenile che sfamino
questo vuoto adulto,
adulto e adultero...
come un sorriso estraneo
che violenta la mia felicità inesistente.
postato da goodnightmoon88 alle ore 10:41
16/05/2008
LadyValeAna odia il suo ex e le ciccione...
Mi alzo avvolta nel lenzuolo e m’avvicino alla finestra. La luna rischiara una notte immobile. Niente vento. La calma irreale del giardino m’angoscia. Un nugolo di farfalle notturne, fragili e romantiche, s’incenerisce nella luce opaca di un lampione. Il lago è piatto ora: una distesa liquida e tetra, senza prospettiva.
La voce di Roby disturba il silenzio. Dice che sono cambiata, che non sono più la stessa. Mi dice guardati sei un braccio di ossa. Stare a letto con te è come fare l’amore con un manichino spigoloso. Non mi volto. Dentro di me l’ho masticato, non digerito e aspetto il momento per rigettarlo fuori. “ Vale, mi stai ascoltando?”.
Certo, rispondo. Vuole che lo guardi negli occhi, che mi sieda accanto a lui. Lo faccio, distaccata, automatica. Mi confida che i suoi amici gli hanno detto che ha una ragazza molto carina, ma troppo magra e gli hanno chiesto se per caso sono anoressica e lui si è vergognato di me: “Rivoglio la Vale di prima con il corpo snello e perfetto. Eri così bella, perché?”.
Siamo seduti al tavolo in un ristorante alla moda in riva al lago. Qualche coppia pare felice, il servizio è impeccabile, il cibo raffinato e ipocalorico. Ma io non ho fame. Il cameriere torna tre volte, perché non mi decido. Roby perde la calma e ordina filetto al pepe verde per due, delle verdure grigliate e cream-caramel con panna montata, abbondante. I calici si riempiono di un vino rosso d’annata denso e brillante che a me ricorda il mestruo. Mi viene da vomitare. Gioco con le posate e torturo le pietanze. Roby mi fissa:”Su mangia”. Gli faccio un cenno di disappunto. Lui ripete “Mangia Vale, è per il tuo bene”. Lo odio. Gli conficcherei la forchetta dove so io. Ingoio e soffro. Ogni boccone è un chiodo e buca gola e stomaco.
Abbandono consistenze somatiche familiari
Nel velluto di vuoti bestemmiati,
Oscene idiosincrasie
Ritmate da catabasi interiori.
E mi ritrovo nella morsa di anatemi
Scolpiti sulla carne,
Sibilanti lusinghe dietetiche
Immortalate da flash mentali
Ancora affamati